La famiglia Calatroni

L’undici novembre del 1964 Luigi Calatroni era seduto ad un tavolo, di fronte a lui un foglio con il timbro del comune di Montecalvo Versiggia, un documento che avrebbe cambiato per sempre la sua vita e che aspettava solo una firma… La sua!

Il contratto attestava il passaggio di proprietà dei terreni Casa Bella dalla famiglia Vecchietti a Luigi che, come le quattro generazioni che lo avevano preceduto, li coltivava per ottenere succosi grappoli di pinot nero. Prima di quel giorno Luigi era solamente un mezzadro, ovvero un viticoltore che pagava l’affitto del fondo con la metà della resa del vigneto (e si sa: per un viticoltore le proprie uve sono come figli).

Dopo anni passati sotto il sole e la pioggia a proteggere le proprie uve, dopo la terribile campagna di Russia combattuta durante la Seconda Guerra Mondiale e un avventuroso ritorno in patria con mezzi di fortuna, ecco che il Vigiö dla Cà Bela (cosi lo chiamavano) conquista un meritato successo, che tramanderà orgoglioso alle generazioni successive.

Ma passiamo ai giorni nostri. Quante cose sono cambiate negli anni: i trattori sono macchine quasi perfette, la tecnologia in cantina si è evoluta e il concetto di vino non è più quello di una volta.

È mezzogiorno e dalla cucina proviene un profumo di agnolotti appena preparati: Marisa chiama tutti a rapporto… “È ora di pranzo!”. Fausto scende dal trattore controllando bene che il tubo non perda olio, Cristian esce dalla cantina dopo essersi assicurato che tutti i vini siano alla temperatura corretta e Stefano, tornato dalle consegne, chiama le ragazze in ufficio “È pronto!”.

Una famiglia si ritrova seduta a un tavolo con un piatto di agnolotti fumanti di fronte a loro e una bottiglia di Pinot Nero, e nei loro pensieri uno spunto riaffiora: chissà se tutto ciò sarebbe stato possibile senza un mezzadro di nome Vigiö.